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La voce di Lucca, Piana,
Versilia e Valle del Serchio
in Regione Toscana

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L'intervista

le Istituzioni sono un sistema molto complesso e delicato, non possono essere lasciate all’improvvisazione

le istituzioni devono essere al servizio dei cittadini; facilitare la vita delle persone, non complicarla

Un vero e proprio Hub per il made in Lucca capace di mettere insieme arte, architettura, design in una logica di innovazione e miglior fruizione della città e del territorio

Il welfare regionale deve sostenere maggiormente le persone in situazioni di disagio, ma deve anche dotare le famiglie degli strumenti per stare accanto a queste persone, aiutarle nel quotidiano

Che significa per te questa candidatura?

La politica è la mia passione da una vita.
Ho iniziato ad impegnarmi in prima persona nel 2008 quando è nato il Pd, un partito innovativo, aperto, rivolto a tutte quelle persone che si riconoscono in valori quali l’innovazione, il merito, il talento, le pari opportunità.
Sono stata candidata ed eletta per la prima volta in Consiglio comunale a Lucca, dove mi sono occupata di commissione sociale, bilancio, sviluppo economico e turismo. Questo fino al 2017, quando sono stata nuovamente eletta e nominata assessore alle attività produttive, sviluppo economico e politiche europee, impegno totalizzante e ruolo in cui ho messo tutta me stessa.
Credo nella Politica, non quella che scende in campo, ma quella che lo costruisce giorno dopo giorno, seme dopo seme, attenta ai bisogni dei cittadini, delle imprese. Credo molto nei percorsi e nella gavetta: le Istituzioni sono un sistema molto complesso e delicato, non possono essere lasciate all’improvvisazione.
Mi candido in Consiglio regionale con la passione e la tenacia di sempre, forte del sostegno di amministratori dei vari comuni del mio territorio, dei cittadini che nei mesi scorsi mi hanno chiamata, chiedendomi di metterci la faccia anche questa volta.
Questa candidatura è l’opportunità di continuare a fare quello che amo di più: ascoltare, progettare, risolvere problemi, disegnare il futuro.

Di cosa ha bisogno Lucca?

La Regione decide tante cose del nostro quotidiano.
Il mio impegno è mettere insieme le persone a prescindere dalle appartenenze, per trovare soluzioni. La contrapposizione tra cittadini e istituzioni è deleteria: le istituzioni devono essere al servizio dei cittadini; facilitare la vita delle persone, non complicarla.
Mai come oggi, con questa pandemia, abbiamo capito l’importanza delle Istituzioni, il loro ruolo, le opportunità che emergono se la Regione è più vicina al territorio.

In Valle del Serchio voglio portare un contributo economico per ripopolare i borghi.
Ripopolare i borghi è un obiettivo che dobbiamo avere come amministratori pubblici. Vivere oggi in un comune montano o collinare rappresenta una scelta di vita per certi versi molto sostenibile, per altri, quelli della logistica, del lavoro e della fruizione dei servizi, del tutto insostenibili. Valorizzare le identità locali, che sono dense di valori e senso di appartenenza, sarà una delle mie priorità. Ogni comune è un tesoro da scoprire, una buona cena da gustare, un vino o una birra da assaporare.

In Versilia voglio sviluppare politiche di rete (imprese, poli tecnologici, aree turistiche, città d’arte) per superare la conflittualità di funzione che da sempre rappresenta un freno allo sviluppo economico della Versilia.

Nella Piana intendo valorizzare il territorio rurale e le produzioni agricole come patrimonio identitario della comunità locale, attraverso incentivi e de-fiscalizzazione per l’acquisto di prodotti locali nella ristorazione e per le botteghe: lavoro che crea lavoro. Voglio anche creare un centro di raccolta e distribuzione dei prodotti agricoli dove produttori e consumatori si trovino senza intermediazione. Voglio anche creare una piattaforma per l’acquisto dei prodotti agricoli e offrire incentivi per lo sviluppo della logistica per la consegna a domicilio.

A Lucca dobbiamo realizzare un centro dedicato all’artigianato da individuare con l’amministrazione locale, in cui favorire legami tra artigianato artistico, industria culturale e creativa. Un vero e proprio HUB per il made in Lucca inteso in ambito provinciale, capace di mettere insieme arte, architettura, design in una logica di innovazione e miglior fruizione della città e del territorio. Un HUB che coinvolga anche le realtà del volontariato e della cooperazione, al fine di formare e avviare la cittadinanza ad un mestiere attraverso la creazione di percorsi di accompagnamento.
Lucca che rimette a centro non solo gli eventi ma il lavoro, il manifatturiero, il saper fare.

Perché e su cosa puoi fare la differenza?

In Regione voglio portare l’esperienza amministrativa consolidata in questi anni, quello che so fare. Ma voglio soprattutto portare un po’ più di Lucca in regione e un po’ più di Firenze a Lucca. Nei prossimi anni i finanziamenti europei saranno strategici, esserci vuol dire coglierne l’opportunità, essere abituati al confronto e a darsi priorità per spendere risorse sempre troppo scarse. Vuol dire che per rilanciare il commercio ad esempio sappiamo come costruire progetti da sottoporre alla giunta e al consiglio, vuol dire avere il senso pratico di chi ogni giorno arriva in ufficio e trova un problema della collettività da affrontare e risolvere.

Cosa è che non fa la Regione, oggi, per Lucca?

La Regione ha un ruolo centrale nelle nostre vite quotidiane, basti pensare alla sanità, alla cura della persona. È troppo poco quello che viene speso per la prevenzione, e troppo il peso a carico delle famiglie riguardo al tema degli anziani, delle disabilità e delle fragilità. Il welfare regionale deve sostenere maggiormente le persone in situazioni di disagio, ma deve anche dotare le famiglie degli strumenti per stare accanto a queste persone, aiutarle nel quotidiano.
C’è bisogno di persone con competenza ed esperienza in grado di capire le dinamiche che stanno dietro gli atti e ai percorsi politici che portano alle decisioni. La Regione è un organo politico dove non si improvvisa, arrivare con un’esperienza amministrativa alle spalle ti mette in grado di operare, altrimenti sei uno spettatore.
Non mi stancherò di battere i pugni quando serve.
Né di lavorare in squadra, coinvolgendo tutti coloro che servono: cittadini, soggetti economici, amministratori di vari livelli: questo è il mio modo di lavorare.

 

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